MIGUEL BOSÉ TRIONFA A VALENCIA, L’INCANTO CONTINUA

Miguel Bosé trionfa a Valencia, l’Amo Tour è quasi al capolinea ma ancora, dopo oltre 50 concerti, non si spengono le fervide attese per l’artista di lingua spagnola più riconosciuto al mondo nonchè uno degli uomini più desiderati, nonostante i suoi 60 anni.
Valencia adora Bosè e anche il secondo appuntamento dell’AMO TOUR 2015-2016 (dopo quello del 20 giugno 2015 a Plaza de Toros), è stato sold out.
Questa volta Bosé e la sua Band sono stati accolti nella sala principale del prestigioso Teatro “Palau de les Arts Reina Sofia”, che domina e introduce il colossale complesso architettonico, culturale e di intrattenimento, “Ciudad de Las Artes y Las Ciencias”, disegnato da Santiago Calatrava e Félix Candela e inaugurato nel 1998.
Appuntamento molto atteso dal pubblico valenciano tuttavia, le prime file del Teatro sono state affollate da una grande presenza di pubblico italiano e di fedelissimi fans di altre città spagnole.
L’Italia, spesso presente negli ultimi anni nelle prime file degli show dell’artista, con la massiccia e appassionata presenza in questo concerto, oltre a continuare a dimostrare grande affetto per Bosé, ha dichiarato la volontà di volerlo ancora nel paese che nei passati decenni gli ha regalato un’affermazione stellare, e che rimane sua seconda patria.
Bosè non ha bisogno di fare nulla sulla scena. E’ lui la scena.
Domina il palco con sicurezza e carisma, dialoga senza parlare, raggiunge ogni angolo e ogni altezza con la sua luce naturale.
Il Teatro gremito lo ha accolto con un’ovazione, come si fa con l’entrata sotto i riflettori di un re.
La scenografia, le luci, la musica, i testi, i cori hanno cominciato a scorrere come fiumi di emozioni, trascinando tutti i presenti.
Quello che doveva essere un concerto intimo, teatrale, dedicato alla magia e all’incanto di questo infaticabile artista, si è trasformato in una animata celebrazione.
I fans più appassionati non hanno potuto resistere all’invito del ritmo e fin dalle prime note si sono alzati in piedi, costringendo le file successive ad alzarsi a loro volta in piedi o a non godere a pieno dello spettacolo.
Ad un concerto di Miguel Bosé non si può stare seduti, perché il suo pop è travolgente, il suo repertorio è colonna sonora di intere generazioni e vibra nei corpi di chi lo ama e segue da tempo.
A nulla sono valsi le lamentele di chi vedeva male e i richiami delle guardie del Teatro che hanno invitato i fans più accesi a sedersi, il concerto è stato un crescendo di salti, cori e ondeggiamenti in sintonia con l’artista che, benchè negli anni abbia abbandonato la danza sulla scena, si muove sempre con grande maestria, eccitando e coinvolgendo con sensualità e il ritmo dei suoi consolidati movimenti e pose.
Amo, Encanto, Libre ya de amores, El hijo del Capitán Trueno, Salamandra, Nena, Aire soy, Horizonte de las estrellas, Solo sí, Te comería el corazón, Sevilla, Si tú no vuelves, Tú mi salvatión, Dame argumentos, Nada Particular, Partisano, Como un lobo, Sí se puede, Bambú, Amante bandido, Te amaré…hanno infiammato il pubblico, il concerto è volato.
Ma ci sono state due grandi assenti: “Que no hay” e “Por tí”.
Un vero peccato la privazione di queste due perle della discografia di Bosé, alcune di quelle che creano più sostanzialmente il divario tra il Bosé idolo pop di massa e il Miguel Bosé cauntautore intimistico d’elite.
Frattura che ci tengo sempre a sottolineare nelle mie asserzioni perché basica nella carriera musicale di questo polivalente artista.
Anche in questa occasione, tra i componenti della Band mancava Carlos Izaga per cui, il contributo di Helen De Quiroga e di Tomy Alvarez è stato più incisivo. Tutta la Band, come di consueto, con grande disinvoltura e professionalità ha ruotato attorno all’artista partecipando alle coreografie.
Grande complicità, armonia perfetta tra Bosé e il suo gruppo. Miguel non si è risparmiato in gioco, ambiguità, effusioni e dimostrazioni verso ognuno di loro, coccolando soprattutto Helen e facendo pubblicamente gli auguri di buon compleanno a Mikel Irazoki, direttore artistico dell’AMO Tour e suo strettissimo collaboratore.
Ancora una volta Bosé ha messo in piazza la molteplicità del suo talento, dipanando metafore e allusioni, ermetismo e luce, speranze e ribellione e amplificato all’ennesima potenza una parola: PACE!
Bosè rimane in chi lo ama e lo segue come un segno indelebile.
Eterno seduttore, affabulatore e poeta. Quasi alla vigilia della ricorrenza dei suoi 40 anni di carriera nella musica, Bosé si prepara per gli ultimi concerti estivi spagnoli dell’AMO Tour e contemporaneamente sta lavorando alla preparazione del Bosé MTV Unplugged, recentemente registrato a Città del Messico, di prossima pubblicazione.
Niente soste per questo artista che ha fatto della potenza della sua immagine, della raffinatezza del suo linguaggio lirico e del mistero, la forza inalienabile del suo fascino.
Occorre ricordare che, tra il pubblico in visibilio, Lucia Bosé, Lucia e Paola Dominguin si sono distinte per poderosa presenza e classe.
Indescrivibilmente emozionante vederle, mentre lasciavano il Teatro, tutte e tre insieme, accennando sorridendo uno dei brani di Miguel.

Gli ultimi concerti dell’AMO Tour in Spagna sono i seguenti:
5 agosto: Pineda de mar (Barcellona) – Festival D’Estiu;
20 agosto: Las Palmas de Gran Canaria – Gran Canaria Arena

Foto: Miguel Bosé Tribute

Miguel Bosé Tribute
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