IN ESCLUSIVA PER L’ITALIA MIGUEL BOSÉ PRESENTA UNA NUOVA VERSIONE DI “AMO”

“AMO” (Warner Music), nella versione semi-italiana, dal 27 gennaio disponibile in tutti i negozi di dischi italiani e in digitale.
Contiene 4 brani nella nostra lingua: L’Incanto, Amo, Brividi e Liberi da ore.

Miguel Bosé non si stanca mai di tornare in Italia, anche se è consapevole che c’è un’enorme disparità tra il consolidato successo che vive da quattro decenni in Spagna, Messico, America Latina, USA di lingua spagnola (dov’è un divo incontrastato) e l’oscillante approvazione di cui gode (o soffre) nel nostro paese.

Ma l’Italia è l’Italia, e qui risiede parte dello “zoccolo duro” dei suoi più fervidi e incondizionati sostenitori fin dai suoi esordi, e quindi, Miguel Bosé, regala loro una versione esclusiva del nuovo album “AMO”, che contiene 4 brani in italiano.

La pubblicazione di “AMO” (Warner Music 2014) che avviene dopo 30 anni dalla pubblicazione dell’album “culto” di Bosé: “Bandido” (CBS 1984), tenuto a battesimo dall’illustre Roberto Colombo, chiude un arco musicale molto significativo ed emblematico dell’istrionico artista.
La bellezza di questo brit-pop accattivante e moderno, dalle venature melodiche all’italiana, e la voce profonda dell’artista, sono un connubio emozionante e, alla vigilia della pubblicazione del disco, rievocano i gloriosi momenti vissuti da Bosé in Italia, tra il 1978 e il 1988 con i grandi successi dell’inizio della sua carriera; nel 1994 con l’album “Sotto il segno di Caino” e nel 2007 con “Papito”.
Miguel Bosé non è metà italiano solo perché sua madre è milanese, ma anche perché, molti dei suoi rapporti professionali più stretti e proficui sono stati e sono intessuti con “addetti ai lavori” italiani che nel corso di tutta la sua carriera, hanno in qualche modo influenzato la sua maniera di intendere e fare la musica.

Per “AMO” ad esempio, è ritornato a collaborare con Lanfranco Ferrario e Massimo Grilli, che già avevano lavorato con lui nell’album “Los chicos no lloran” (1990) e “Bajo el signo de Caín” (1993).

L’album, nella versione spagnola, contiene 11 brani e un dodicesimo disponibile solo in digitale. Dall’inno glorioso de l’Encanto, agli struggenti “Solo sí” e “Tu mi salvatión”, dalla carezzevole “Libre ya de amores” alla dichiarazione di principi “AMO”, dall’ipnotica “Los amores divididos”, alla suggestiva “Respirar”, per citare qualche titolo, ogni brano è pregno della poetica e dell’intensità di questo artista che scrive e interpreta le sue composizioni con veemenza diaristica, con singolare introspezione. Personaggio singolare Bosé, che racchiude molte anime, antiche e correnti, e che incarna poderosamente l’estetica e l’essenza di Eroe d’amore senza tempo. “AMO” non si può smettere di ascoltare, è un viaggio, e speriamo che  i brani tradotti in italiano non ne affievoliscano il lirismo.
Mentre “AMO” attualmente è uno dei 4 album più venduti in Spagna e sul canale internazionale lider della musica spagnola, Ritmoson TV, il 27 gennaio, sarà trasmesso, a livello mondiale, il secondo videoclip tratto dall’album, dal titolo “Libre ya de amores” (realizzato da Beatriz Abad, la stessa regista del video “Encanto”), in Italia sfogliamo i primi giornali che parlano dell’imminente ritorno di Bosé nella sua seconda patria.

“Negli anni della transizione postfranchista un famoso columnist disse che, dopo i virilissimi anni del regime, Miguel Bosé incarnava l’ambiguità efebica della democrazia. Con quella maschera double face lui ha giocato parecchio, ma chi ci fosse davvero sotto è tutt’ora impossibile stabilirlo. Anche perché Miguel Bosé è stato abilissimo a fare della sua privacy una specie di Cremlino. La vita sentimentale di Bosé- hanno scritto- è uno dei grandi misteri nazionali. E il cancello resta chiuso.”
Scrive Marco Cicala de “Il Venerdì di Repubblica”, tra le altre considerazioni sulla lunga “polimorfa” carriera di Bosé, su alcuni connotati familiari e personali dell’artista, definendolo: “…58 anni, un pezzo d’uomo barbuto, tutto di nero vestito come un monaco del Monte Athos, inclusi i capelli appallottolati in una crocchia.” Cicala fa bene ad inaugurare il suo articolo dicendo: “Con un goccio d’enfasi, lo hanno paragonato a Orlando, l’eroe immortale e proteiforme di Virginia Woolf che, prima uomo poi donna, attraversa 4 secoli senza incassare una ruga e indossando mille esistenze….”

Ma anche se il bel volto classico di Miguel Bosé, ha ormai collezionato qualche ruga, si diverte a rispondere alla considerazione di Alessandro Alicandri di “Sorrisi e Canzoni TV”: “Il suo album è fresco nei suoni come quello di un giovane emergente!”
-Ma io sono giovane!(ride)-

Bosé dichiara a Sorrisi e Canzoni TV che quest’anno esclude la partecipazione come coach ad “Amici 2015”, sarà però presente, come ospite, almeno due volte.

Orgogliosissimo dei Dear Jack che nella scorsa edizione di Amici facevano parte della sua squadra blu e ne sono stati i vincitori morali, si espone nel dire che potrebbero vincere Sanremo quest’anno.

Il tour di AMO, che inizierà dal Messico a maggio, lo impegnerà fino alla fine del 2016, con concerti e promozione anche in Spagna, USA e America Latina. D’altronde, anche se negli ultimi anni l’artista ha lavorato in TV, sia in Italia, che in Spagna che in Messico, il suo amore principale rimane quello per la musica.

E “AMO” lo dimostra ampiamente. “E’ un disco che mi ha messo alla prova – racconta Miguel – ma quando vengo messo al muro da una spada, io attraverso la spada.”

(foto: Bernardo Doral)

 

Miguel Bosé Tribute

© 2015 Tutti i diritti riservati