MIGUEL BOSE’
CAMMINANDO
SUL FILO
CIELO
MIGUEL BOSE’
CAMMINANDO
SUL FILO
CIELO
Per un giovane artista, bello e poliedrico come Miguel, non fu facile sopravvivere nel mondo dello spettacolo, senza incorrere in spiacevoli situazioni.
La Stampa, artefice dei più impensabili scoop su Miguel, cominciò a bersagliarlo e a divulgare immagini, su tutte le testate giornalistiche più importanti, che lo ritraevano, ora in compagnia di una bella donna, ora sorpreso in compagnia di un'altra…ogni presenza femminile avvistata nei paraggi di Miguel, veniva indicata come probabile "fidanzata". Parlarne a distanza di anni, fa quasi sorridere, se si pensa alla severa riservatezza che Miguel dedica alla sua privacy, eppure, all'inizio degli anni '80,
a causa della sua enorme popolarità, era quasi impossibile evitare ogni sorta di pettegolezzo sul suo conto.
Miguel, è stato sempre enormemente infastidito dall'eccessivo interesse nei confronti dei suoi affari personali, eppure, pur cercando ad ogni costo, di catalizzare l'attenzione del pubblico sui suoi dischi di successo e sul suo personaggio, non potè fare a meno, per alcuni anni, di essere vittima della più improbabile e superficiale informazione, a scapito della sua serietà professionale.
Consola sapere, che in fin dei conti, tutte le stars, devono la loro fama anche alle notizie piccanti e curiose che vengono diffuse dai mass media…
Nonostante i clamori e i rumori causati da questi scoop, Miguel non si distrasse mai dal suo obiettivo di “trovare se stesso nella musica”, cercando, al di là del successo commerciale, un linguaggio che gli appartenesse e lo distinguesse dai suoi colleghi.
Il business discografico però vincola a certe regole, (e ai giorni nostri lo sappiamo ancora meglio: l’industria comanda!) cui neanche Miguel, potè esimersi, almeno per i primi tempi.
L' ‘82 e l' ‘83 furono gli “anni italiani" di Miguel.
Molte delle sue attività si concentrarono appunto nel nostro paese, tant'è che Miguel, prese casa a Milano e qui visse per un lungo periodo, infittendo le sue collaborazioni con musicisti italiani.
Gli interessi professionali di Miguel, fino ad allora curati a Madrid, vennero presi in carico dalla Trident Management di Maurizio Salvadori, che divenne per un certo periodo il suo manager, oltre che suo amico. Cambiò anche il suo produttore. Infatti, a Danilo Vaona, si sostituì, Giancarlo Lucariello, famoso produttore di artisti molto popolari in quel periodo, tra i quali, Riccardo Fogli e Gianni Togni.
Lucariello, con la collaborazione dei suoi fidati parolieri Guido Morra e Maurizio Fabrizio, confezionò per Miguel, due brani nuovi di zecca, orecchiabili e diretti: "Bravi Ragazzi" e "Sono Amici".
Due canzoni fresche, che ci proposero un Miguel, sempre più luminoso e affidabile, pulito e intelligente.
Per una estimatrice attenta come me, il passaggio da “Singolo” a “Bravi ragazzi” fu molto duro da accettare. Anche se molto giovane negli anni ’80, avevo quel che si dice il giusto fiuto per certe cose, le cose legate alla musica e a Miguel soprattutto.
Senza enfatizzare troppo, vi confesso che dal 1979 all’ ’81, sentii un orgoglio crescente per la carriera di Miguel. Pur priva di elementi intellettuali, a causa appunto della mia giovane età, capivo che da “Miguel Bose” a “Chicas”, c’era stata una notevole crescita. Che da “Chicas” a “Miguel” c’era stato un decollo. Che da “Miguel” a “Singolo”, Miguel aveva fatto un grande passo che lo aiutava molto nella ricerca della sua identità musicale.
Felicissima con “Singolo”, mi sentii un po’ delusa da “Bravi ragazzi”, senza nulla togliere al grande Lucariello che ha confezionato per Miguel un successo senza tempo; o a Morra e Fabrizio che sono dei poeti, artefici di molteplici successi.
Comprendevo che dal rock commerciale ma raffinato, passavamo ad un pop spudoratamente commerciale, seppur carico di messaggi positivi.
Ma Miguel era irresistibile per me, perché racchiudeva tutte le caratteristiche, i talenti e le sfumature che appagavano la mia sete interiore, e quindi, a 15 anni ho assistito al totale trionfo italiano di Miguel con una scelta musicale che non era proprio nelle mie corde, come si suol dire.
Il 45 giri, edito sempre dalla CBS, dopo pochi giorni dall'uscita sul mercato, salì al vertice della classifica di vendita, e vi rimase per tutta l'estate del 1982.
Re indiscusso di incassi e di diffusione nelle radio e nei juke-box di tutte le città italiane.
Miguel anche quell'anno vinse il Festivalbar, appunto con il brano "Bravi Ragazzi" che per molti anni finì per etichettarlo come "…quello del '56…."
Ricordo nostalgicamente l'ultimo Festivalbar della RAI all'Arena di Verona, come un evento indimenticabile; e Miguel, bello come un principe, ricevere lo scettro, in compagnia dell'amica Loredana Bertè, per l'occasione vestita con un bellissimo abito da sposa, nell'interpretazione di "Non sono una signora".
Dato l'enorme successo del 45 giri, non solo venne realizzata una grande tournèe che portò Miguel in giro per l'Italia, venne anche pubblicato un 33 giri raccolta, con i grandi successi degli anni passati, e i due nuovissimi brani. Vennero incluse, tra i suoi cavalli di battaglia: "Ti amerò", "Ce la fai", "Credo in te"…anche "Buonanotte fiorellino" dell'amico Francesco de Gregori, cui Miguel aveva reso omaggio, inserendola nella versione spagnola dell'album "Miguel" del 1980.
Nel rispetto delle abitudini della CBS e di Miguel, si pensò anche a una versione, almeno in spagnolo, del disco. Per l'adattamento in questa lingua, Miguel si avvalse della collaborazione di Josè Maria Cano, del gruppo Mecano, e "Bravo muchachos" divenne in Spagna, così come in Italia, una specie di tormentone.
Anche i calciatori italiani, trasformarono il brano in un inno nazionale, dopo la vittoria dei mondiali del 1982.
Miguel, reduce da una serie di concerti che lo avevano portato in Sudamerica, Spagna e in Svizzera, si esibì negli stadi italiani, per due mesi, al massimo della sua forma fisica.
Sulla scena con lui, gli stessi musicisti che lo avevano accompagnato nel tour "Singolo", in uno spettacolo ad alto livello, curato nei minimi particolari.
A Misano Adriatico nei pressi dell'Autodromo, il 17 luglio, Miguel in compagnia di Loredana Bertè e dei Matia Bazar (quando ancora Antonella Ruggero ne era cantante solista), realizzò un concerto memorabile, nell'ambito di una prova automobilistica valida per il Campionato italiano Renault 5.
Più che un concerto, fu una grande festa, con divertenti retroscena.
Il programma della serata: ore 20.00, una corsa valevole per la Coppa dell'Avvenire; ore 21.00, finale di Coppa Italia Renault 5; ore 22.00, CONCERTO!
I privilegiati che ebbero la fortuna di assistere a questo irripetibile evento, conservano uno dei ricordi più belli dell'epoca pop-commerciale anni ‘80 di Miguel.
Fu il periodo della celebrazione della sua immagine.
Le sue quotazioni salirono alle stelle, e a questa clamorosa ascesa, contribuì anche il suo Fans Club di Corso di Porta Romana a Milano, di cui ho già parlato.
Iniziative, concorsi, raduni, rendevano possibile un contatto diretto tra Miguel e i suoi numerosissimi fans. La serietà e la correttezza con le quali i promotori del Fans Club lavoravano nel rispetto totale di tutti gli iscritti, fecero sì che storiche riviste come "Sorrisi e Canzoni TV" e "Tutto Musica e Spettacolo", dedicassero settimanalmente e mensilmente, lo spazio di una intera pagina all'attività dell'organizzazione milanese, dando quindi risalto, non solo ai programmi lavorativi di Miguel, ma anche ai suoi ammiratori.
Recentemente mi è successo un fatto strano: ormai viviamo nell’epoca dei social network.
Io propendo più per i Siti Web, a causa della mia datata dedizione a questo tipo di Multimedialità Creativa.
Nel 2007 mi sono avvicinata a MySpace e recentemente a Facebook. E’ d’obbligo per chi comunica come me, conoscere e usare con intelligenza e misura questi nuovi strumenti offerti dalla Rete.
Ebbene, il contatto con un’amica coetanea appena conosciuta su Facebook, e l’aver visto alcune sue foto recenti, ha risvegliato in me un ricordo: quel viso lo avevo già visto in un ritaglio di giornale del 1982 che ritraeva Miguel, circondato da alcune fans, nell’ambito della premiazione di uno dei tanti concorsi organizzati dal Fans Club Ufficiale. Ho cercato quel giornale e la memoria non mi ingannava: era proprio lei.
Non so come, ma a distanza di quasi 30 anni sono riuscita a riconoscere quella ragazza ormai diventata donna. Entrambe ci siamo stupite moltissimo!
Sorrido se penso che avevo partecipato anche io a quel concorso con un diario scritto nei 15 giorni prima del concerto di Miguel del 29 luglio 1982, e concluso il giorno dopo con il racconto dell’emozionante giornata trascorsa.
Ovviamente non ho vinto nemmeno l’ultimo premio, ma è sorprendente rendermi conto di come fin da allora la mia passione fosse narrare, descrivere l’attività professionale di Miguel.
La mia amica conosciuta su facebook invece, vinse uno dei premi, e voglio concludere quest’ennesima tappa di “IconBosé” dedicata alla carriera di Miguel, omaggiandola, in questo mio personale diletto di ripercorrere il passato e i ricordi.
FOTO DI LUCIA DINI
2011 © MiguelBoseTribute
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