DAL PROFONDO DELL’AMO TOUR

Dal profondo dell’AMO TOUR, Miguel Bosé sulla scena si concede autentico e nudo come forse mai aveva fatto nella sua lunga carriera.
Attorno a lui, una Band di professionisti solidi e alleati, che lo assecondano e circondano con complicità.

Che “AMO” fosse l’album di un’ennesima importante svolta, l’avevamo capito fin dal primo ascolto, e il concerto giunge a toglierci ogni dubbio.

I clamori, le ovazioni e i “numeri” di “Papito” e “Papitwo” appartengono ormai al passato, anche se trattasi d’importante passato e non si dimentica.
“AMO” impone il cambiamento, la discesa nell’abisso, dove dimora incontaminata la poetica di Bosé, che sembra esplodere in quasi ognuna delle canzoni che compongono il nuovo progetto discografico, l’album n°20 di studio della sua traiettoria musicale (non contando le innumerevoli versioni in varie lingue, compilations ufficiali e duetti).
Bosé è un camaleonte e in quasi 40 anni di carriera ci ha abituati alle continue seduzioni provocate dai suoi look.
L’estetica di “AMO” ha suscitato però un sentimento nuovo, perché Bosé ci ha lasciato intravedere Miguel, aprendo uno spiraglio nella sua inattaccabile dicotomia Bosé/Miguel.
Questa percezione è stata confermata dalla messa in scena di “AMO”, dove l’essenziale sembra avere la meglio, dove ritroviamo le sonorità di oggi e quelle delle origini e le contaminazioni delle recenti scelte sonore, sembrano voler interrompere l’incanto, senza riuscirci.

Poche note “pure” ed è così facile rivivere le atmosfere del Tour della “Salamandra” o del Tour di “XXX”. Tornare a immaginare le suggestioni di “Bajo el Signo de Caín” o le pulsioni di “Sereno” e “Cardio”.
Non si può riassumere in un concerto di poco più di due ore una carriera di successi come quella di Bosé, nè si può basare un concerto solo sull’ultima produzione, trascurando i brani che sono colonna sonora di intere generazioni.
Non si potrà mai accontentare tutti e il repertorio collaudato deve creare un discorso basilare logico.
La nostalgia di molti brani culto, mai suonati dal vivo, è dichiarata appassionatamente da numerosi estimatori, ma mi rendo conto che le dinamiche organizzative di un Tour mondiale devono rispondere anche ad altre esigenze.
Quindi, benchè “AMO TOUR” nasca sotto un’impronta di rinnovamento, i classici la fanno da padroni, come in ogni concerto, anche se è innegabile che in “AMO TOUR” tutti i brani assumono una veste più intimista

La scelta del bianco influenza molto, perché il bianco non è solo un colore ma un messaggio incisivo.
La scenografia, scarna e al contempo ricca di varianti, oggi più che mai esalta la figura di Miguel Bosé, e in tutta la durata del concerto, non ci si può distrarre dall’immagine del suo volto proiettata sui caleidoscopici prisma giganti sulla scena, nemmeno per un minuto.

Il susseguirsi delle immagini, ci proietta in un carosello di suggestioni: dall’oscurità, al fiorire dell’universo di “AMO”, dalle citazioni pittoriche, all’esaltazione del concetto Yang, espresso in chiave finemente metaforica, dall’omaggio al sacro con una raffigurazione a dir poco mozzafiato, all’evocazione del mito, del sogno, come eterna condizione nonostante le frenesie della vita e della carriera, dalla speranza della pace e della libertà contro i timori dei conflitti, alla bellezza dell’amore e della conoscenza.
Il magnetismo si perpetua e Bosé avviluppa i suoi incondizionati, che si lasciano condurre dalla sua voce e dalla continua trasformazione della scena e dei suoni, ora acustici, ora pop, ora elettronici.

Disco, Concerto e Immagine fusi con coerenza in una linea di pensiero che ci restituisce una Icona Pop, forte dei risultati del glorioso passato artistico, con un bagaglio professionale considerevole, intento a sperimentare ancora se stesso.
Sempre sull’onda dell’evoluzione, di un’apertura mentale totale e di una modernità assoluta.
Dopo i primi concerti dell’AMO TOUR, tra lodi, considerazioni, stupori e delusioni, dopo aver visto video e foto, letto sterili articoli e dopo aver colto, ancora una volta, l’essenza di Miguel Bosé, mi vien da pensare che quest’anno assaporiamo la fortuna di vedere e applaudire Miguel sulla scena.
Approfittiamo, attraverso “AMO” e AMO TOUR, per sfiorare la sua anima, così rinascimentale e versatile.
Così straordinariamente pura.
Un concerto di Miguel Bosé non si può raccontare. Si deve vivere.

La tracklist dell’AMO TOUR:
Amo
Encanto
Libre ya de amores
El hijo del capitán Trueno
Salamandra
Nena
Aire soy
Horizonte de las estrellas
Solo sí
Te comería el corazón
Sevilla
Si tú no vuelves
Tú mi salvatión
Dame argumentos
Nada Particular
Partisano
Como un lobo
Sí se puede
Que no hay
Bambú
Amante bandido
Te amaré
Por ti.

Tutte le date >>

Link relazionati :
BENVENUTO ALL’AMO TOUR>>
AMO TOUR, RITORNO AL BIANCO E ALLE ORIGINI>>
MIGUEL BOSÉ PRESENTA AMO TOUR 2015 >>
IL MONDO GIRA INTORNO ALL’AMO TOUR >>

Foto by Official facebook Bosé

Miguel Bosé Tribute
© 2015 Tutti i diritti riservati