BENTORNATO A CASA MIGUEL!

Bentornato a casa Miguel, sembra gridare in coro la Spagna.
E se Valencia, dove si è svolto il primo trionfale concerto dell’AMO TOUR, ha accolto Bosé con il calore e la passione di sempre, la Plaza de Toros de Las Ventas di Madrid, aspetta con trepidazione l’arrivo del Re sulla scena, il 25 giugno.
Miguel Bosé, residente ormai a Panama con la famiglia, ritorna in Spagna per presentare il suo nuovo live, in lungo e in largo per tutta la penisola e per tutta l’estate, come da tradizione.
I tour internazionali di Miguel Bosé non si contano, la sua monumentale discografia è stata costantemente accompagnata da interminabili tour mondiali che hanno consacrato l’artista un incomparabile dominatore delle scene.
E benchè quest’anno, con AMO TOUR, Bosé si presenti con un’estetica diafana e ascetica, il suo grande carisma seduce sempre e sembra aumentare con la muturità.

“Nei nuovi concerti, ci sono “skylines” cangianti, molta teatralità, elementi di aritmetica e astronomia…sono molto più razionale che emozionale – confida Bosé a Javier Villuendas di ABC – per questo la matematica, la chimica, la fisica e l’astrofisica dominano nell’immagine concettuale di AMO. Tutto mi ha condotto da una cosa all’altra, fino all’occultismo a Eliphas Levi, a Blavatsky, a Gurdjieff…provengo da una casa in cui c’era una biblioteca, attenzione, con Franco era vietato leggere – puntualizza l’artista.”
In ogni intervista, in ogni recensione, da quando è iniziata la promozione di AMO ad oggi, si finisce per parlare solo del brano “Sí se puede”, la canzone-protesta contenuta nel disco.
Ma Bosé ci tiene a dire che: “Non posseggo sufficienti argomenti per considerarmi antisistema. Si sono perse le ideologie. Non sono d’accordo con il sistema, però non sono antisistema. Non so nemmeno bene cosa voglia dire antisistema. Sono a favore del cambiamento, bisogna che arrivino idee nuove, fresche”.

Questa esigenza di rinnovamento per Bosé è forte soprattutto nell’ambito della sua carriera che, nonostante i 40 anni, non accenna ad abbassare la guardia in termini di ricerca e avanguardia.
“Bosé è un tipo a cui piace rinnovarsi – racconta l’artista a Mábel Galan de El País – è pura anarchia. Deve sempre stare seduto sulla cresta dell’onda professionale.
Miguel cerca di dargli ordine. Miguel è più austriaco, più milanese, più svizzero”.
Il cantante non si nasconde. Parla con passione del suo nuovo show che conta su tecnologia avanzata. Schermi giganti di leds e luci robotiche che danno personalità a uno speciale scenario. Bosé si occupa di tutto, è un maniaco della perfezione, un produttore che non si ferma finché l’ultimo dettaglio non risulta essere di suo gradimento.
AMO TOUR è concepito come una grande opera di teatro nella quale non c’è posto per artisti invitati.

“Non mi ritirerò mai. Morirò sulla scena. La musica è tutto per me. Ogni giorno che lavoro mi rendo conto che ci sono nuovi campi da esplorare, soprattutto il mondo della produzione” – sostiene Bosé. –

Per il momento, l’AMO TOUR ha radunato oltre 100.000 persone in 11 concerti messicani e la prima data sold out di Valencia, promette bene anche per la Spagna.

Dai nuovi brani ai successi immortali, Bosé e la sua band rappresentano, su uno scenario continuamente cangiante, decenni di musica e lirismo, inghiottendo il pubblico in architetture visuali avvincenti.
Il classico e il moderno incontrano il mito nelle evanescenze multiformi con cui Bosé si espande e Miguel si svela, regalando uno show sorprendentemente carico di significati, metafore e suggestioni.

Anche se l’artista sostiene che il 90% della sua professione e dei suoi impegni si svolgono in America, motivo per cui la scelta di trasferirsi a Panama favorisce una migliore organizzazione della sua vita familiare, personale e lavorativa la Spagna, con il 10%, rimane pur sempre la sua casa e la risposta del pubblico lo testimonia.

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MIGUEL BOSÉ ALLA CONQUISTA DELLA SPAGNA

 

Foto by Fernando Ruiz

Miguel Bosé Tribute
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